F31 XV. ‖ LA VITA SOLITARIA. p. 108

Da wikileopardi.

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69 Ogni moto soave al petto mio.
70     O cara luna, al cui tranquillo raggio
71 Danzan le lepri ne le selve; e duolsi
72 A la mattina il cacciator, che trova
73 L'orme intricate e false, e da i covili
74 Error vario lo svia; salve, o benigna
75 De le notti reina. Infesto scende
76 Il raggio tuo fra macchie e balze o dentro
77 A deserti edifici, in su l'acciaro
78 Del pallido ladron ch'a teso orecchio
79 Il fragor de le rote e de' cavalli
80 Da lungi osserva o il calpestio de' piedi
81 Su la tacita via; poscia improvviso
82 Col suon de l'armi e con la rauca voce
83 E col funereo ceffo il core agghiaccia
84 Al passegger, cui semivivo e nudo
85 Lascia in breve tra' sassi. Infesto occorre
86 Per le contrade cittadine il bianco
87 Tuo lume al drudo vil che de gli alberghi
88 Va radendo le mura e la secreta
89 Ombra seguendo, e resta, e si spaura
90 De le ardenti lucerne e de gli aperti
91 Balconi. Infesto a le malvage menti,
92 A me sempre benigno il tuo cospetto
93 Sarà per queste piagge, ove non altro